IL COLLETTIVO CARGO

Cargo è un progetto di promozione d’arte urbana, fenomeno in espansione nel panorama internazionale. Questa forma d’arte si pone a cavallo tra la comunità sociale e il mondo dell’arte e se all’origine si trovava in grande contrasto con municipalità oggi collabora spesso con essa oltre che con i musei e le gallerie d’arte.

L’importanza della realizzazione di opere d’arte fuori dai tradizionali circuiti espositivi, risiede nella natura interattiva dell’opera con l’ambient urbano circostante. Il pubblico è vastissimo e riceve gratuitamente l’opera; si attiva così un meccanismo di coinvolgimento, di sollecitazione, di scambio.

Gli esempi che ci riporta la breve storia di questo recente fenomeno, sono spesso graffiti, opere bidimensionali sui prospetti ciechi delle città, disseminate dagli artisti spontaneamente per il mondo.

Il progetto Cargo trae spunto dalla forza comunicativa di questo genere di manifestazioni e rappresenta l’anima progettuale del MET.

E’ stato il luogo stesso a suggerire ai progettisti, un intervento che, partendo dal singolo edificio, potesse coinvolgere l’intero intorno: una facciata cieca su una piazza di recente formazione, di fronte al mare.

Questi elementi, hanno portato a considerare la nuova facciata del MET come un’estensione dello spazio pubblico, cornice per installazioni temporanee all’aperto con la duplice valenza di cambiare periodicamente l’immagine del posto e di offrire uno spazio ad artisti emergenti e non.

A tale fine è stata estrapolata dal prospetto una maglia di supporti tale da permettere, oltre alle installazioni bidimensionali, anche a quelle tridimensionali.

Questa maglia offre molteplici soluzioni di fissaggio e contiene, in ogni singolo punto, il sistema d’illuminazione dell’intera facciata; può interagire di volta in volta in maniera differente con l’installazione e costituisce, a prescindere, una suggestiva installazione luminosa riconoscibile anche dal mare.

La collaborazione tra i progettisti, Valentina Giampiccolo e Giuseppe Minaldi (Studio GUM), e il designer Carlo Scribano (copystudio), ha dato origine alla prima installazione, il taglialegna e l’usignolo_25 luglio 2011 e ad una cooperazione di più ampio spettro consistente nella creazione del collettivo CARGO.